Lupi

ARMA: Inquartato; nel 1° e 4° palato di quattro pezzi, ogni palo fasciato-centrato di cinque pezzi, di rosso, d’argento, di verde, d’argento e di rosso; nel 2° e 3° d’ azzurro al giglio di giardino d’argento, gambuto e fogliato di verde. Oppure: D’argento al lupo rampante d’azzurro; col capo dell’ Impero (Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, estinte e fiorenti, compilato da G. B. Di Crollalanza. Vol III, pag. 256 e Vol. II Pag. 40.).

LupiCASATA: Fu questa sicuramente una tra le più importanti e nobili famiglie della Valle Brembana e della provincia bergamasca, estinta sul territorio vallare e presente oggi solamente nella zona di Caravaggio e Cividate al Piano. Due sono le versioni storiche circa la sua origine; secondo l’albero genealogico della famiglia si certifica fra i primogenitori certo Lupo de Lupis vissuto intorno al 1184 a Bergamo, dalla città una diramazione proliferò in Valle Brembana nella zona di San Giovanni Bianco, intorno al XIV secolo e qui secondo qualcuno, si apparentò con i Benzoni, famiglia fra le più antiche documentate in quel territorio. Secondo lo storico Angelo Mazzi, questa antica e nobile famiglia è invece una diramazione della famiglia Benzoni dimorante nella frazione di Sentino, oggi Comune di S. Giovanni Bianco. Questa come tante altre famiglie, proliferando, si diffusero nelle vicine contrade od anche più lontano, cercando migliore fortuna di quella elargita dalle native sedi. Spesso avveniva che per le famiglie, divenute numerose, un soprannome servisse a distinguere i vari rami, e col passare del tempo il soprannome per una parte o del tutto, sostituisse il nome del casato originario. Così un ramo dei Benzoni stabilitosi in un luogo poco discosto da Sentino, detto Costa, da uno dei primi che vi pose sede con il nomignolo di “Lupus”, divennero i Lupi della Costa, per i quali quel piccolo gruppo di abitazioni portò e porta ancora il nome di Costa de’ Lupi. Questa quindi, sembra essere la culla della famiglia Lupi. Dei numerosi personaggi che illustrarono questa casata, gli storici bergamaschi si occuparono maggiormente di due di loro: Detesalvo famoso condottiero contemporaneo di Bartolomeo Colleoni e il Canonico Mario storico e archivista. Detesalvo o Diotisalvi Lupi (o Lupo) nacque a Bergamo da Gerardo originario di S. Giovanni Bianco sul finire del XV secolo, intraprese la carriera delle armi sotto Facino Cane e poi sotto il Carmagnola: Si distinse nella guerra del 1437-1438 contro il Piccinino; essendo principale protagonista nella successiva difesa di Brescia dall’assedio famoso e vincendo Talian Furlano nel gennaio 1439 a Castel Romano; tenendo poi alto il nome veneziano nel seguito della guerra fra i monti della Val dell’ Adige e quando Bartolomeo Colleoni passò al servizio dei Visconti nel 1443, il Lupi fu nominato comandante generale delle fanterie venete.

Il 24 maggio1458 accompagnò con altri condottieri e oltre duecento cavalieri bergamaschi e bresciani Bartolomeo Colleoni a Venezia, il quale ricevette dal Doge la consegna del bastone di comando dell’esercito veneziano. Morì nel 1461, tra il marzo ed il dicembre; secondo alcuni in patria, e secondo alcune memorie di famiglia a Candia. Nella cappella di patronato della famiglia Lupi, esistente nella seconda navata dell’antico Duomo di Bergamo, fu posta la seguente iscrizione ” DIVO GEORGIO SACELLUM – INSIGNIS EQUES DETESALVUS LUPUS – PEDITATUS VENETI GENERALIS PRAEFECTUS – INSTITUIT – POSTERI EXORNANDUM CURARUNT. Tarcisio Salvetti in “San Giovanni Bianco e le sue contrade”, riporta la citazione di due atti notarili rispettivamente del 14 luglio e del 21 novembre 1457, relativi all’acquisto di alcuni terreni a Calcinate da parte del condottiero, in entrambi egli viene definito “filius Girardi de Benzonibus dicti de Lupis”. In un altro documento rogato il 23 aprile 1452 concernente l’acquisto di un’altra pezza di terra “aratoria et vidata”, posta sempre a Calcinate, l’illustre personaggio viene definito “Magnificus miles dominus Detesalvus, filius Girardi del Lupis de S.to Iohanne Albo …..capitanus D.D. Venetiarum”. Nella descrizione dei miracoli e delle apparizioni della Valle Brembana si ricorda l’evento accaduto il 4 aprile 1492 nella contrada De Lupis presso San Gallo di San Giovanni Bianco a Caterina de Lupis, presso la cui camera come racconta la tradizione: “avanti un immagine dell’Adorazione di tre Magi dipinta in carta, da essa immagine, anzi dal petto della beatissima vergine essa Donna Caterina vidde uscir sangue miracolosamente”.

A seguito del prodigioso evento venne poi costruito il santuario della Costa di San Gallo. Mario nacque a Bergamo il 17 marzo 1720 da Cesare e dalla contessa Marianna Roncalli, iniziati gli studi nella città natia, nell’ottobre 1736 lasciò Bergamo per Roma, dove entrò convittore nel Collegio Ceresoli, in cui si trattenne sino al settembre 1745. In questo tempo frequentò corsi di filosofia con i padri Gesuiti, ma soprattutto attese alla lingua greca e francese; passato poi in Teologia, oltre ad esercitarsi in essa diligentemente e abilmente, si diede di nascosto a coltivare con geniale trasporto la storia ecclesiastica, che dovette però interrompere per dedicarsi più seriamente alla Ragion Canonica e Civile in cui si acquistò massima competenza. Nel 1744, diede le prime prove del suo particolare talento pubblicando De notis chronologicis anni mortis et nativitatis Domini nostri Jesu Christi. Prima che egli facesse ritorno in patria dalla capitale, la fama del suo grande sapere si era ovunque divulgata e i Canonici del Capitolo di Bergamo, per testimoniagli la loro, stima lo acclamarono nel marzo 1749 canonico della Cattedrale. Tornato a Bergamo venne nominato archivista e poi nel 1762 primicerio della Cattedrale.

Frutto di grandi studi e ricerche del Lupo, fu il Codex Diplomaticus Civitatis et Ecclesiae Bergomensis pubblicato nel 1784. La formidabile opera di Mario Lupo destò naturalmente l’ ammirazione e l’ entusiasmo dei cittadini. Il Capitolo della Cattedrale di Bergamo gli innalzò, sempre ancor vivente, un busto marmoreo nelle sacrestie con la scritta MARIO LUPO ECCLESIAE BERGOMENSIS PRIMICERIO ADHUC VIVENTI CANONICORUM COLLEGIUM AN. MDCCLXXXV. La città ornò la sala del Maggior Consiglio con un suo ritratto e con l’ iscrizione MARIO LUPO – PONTIFICI MAX -. AB HONORARIO CUBICOLO – CANONICO ET PRIMICERIO – OB PATRIAM HISTORIAM ILLUSTRATAM – CENTUMVIRI – MDCCLXXXV. Il territorio gli decretò il premio di una medaglia espressamente coniata per lui, recante sul dritto la sua immagine, con le parole MARIO LUPO PRIMICERIO BERGOMATI HISTORICO ET ANTIQUARIO e sul verso una figura che tiene in mano una carta geografica del territorio bergamasco.

L’Accademia degli Eccitati decretò il 27 gennaio 1785 e collocò pure il ritratto del Lupo fra quelli dei più insigni letterati adornanti la sua sede. Nel 1788 pubblicò un volume De parochis ante annum Christi millesimum ed ad altri studii lavorò infaticabilmente, tra cui una genealogia della famiglia Suardi e la Vita di Detesalvo Lupi. Morì nell’universale rimpianto dei dotti il 7 novembre 1789. Visse egli con la stima e l’amicizia degli uomini più illustri, che nel campo delle scienze e delle lettere vantava a quel tempo l’ Italia. Il Lupo insomma ebbe grandissimi meriti, ma ebbe anche la fortuna, che non è di molti, di vederli riconosciuti e degnamente lodati in vita. Troilo è il nome di tre pittori bergamaschi operanti nel Cinquecento provenienti da Averara nell’alta valle Brembana. Antonio viene ricordato quale valente letterato, che diede alla stampa alcune sue opere. Orazio nato nel 1556 fu poeta, autore di varie rime che ebbero più edizioni. Vittorio nato nel 1567 letterato e mecenate degli studiosi, nel suo testamento olografo 14 giugno 1621 lasciava un legato al Comune di Bergamo per mantenere in perpetuo un giovane nella università di Padova Ignazio 1585-1639 fu valente teologo dell’ordine francescano Gherardo recuperò due volte Bergamo alla signoria di Venezia, ed ebbe in ricompensa il dominio della valle Gandino; Giovanni Antonio fu Vescovo di Treviso nel 1645. Giacomo, fu il primo sindaco di Bergamo liberata dal dominio austriaco nel 1859, i cui genitori furono gli ultimi Lupi della Valle Brembana.