Quarteroni

ARMA: Inquartato nel 1° d’oro, al giglio d’argento; nel 2° inquartato di rosso e d’azzurro, alla losanga di nero sul tutto. (Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane di G.B. di Crollalanza, Vol. 2°, Pag. 389).

Quarteroni CASATA: la famiglia Quarteroni trae origine o dalla Valle Taleggio o dalla Valsassina, pare più probabile dalla prima, ma la questione resta ancora da chiarire, come pure quella dei rapporti con la famiglia Gualteroni, cui sembra collegata e per la quale l’origine del cognome è senza dubbio derivata dal nome proprio di Gualtiero. I Gualteroni erano presenti anticamente a Valtorta e di qui passarono in Valsassina, ad esempio nel 1430 a Pasturo Antonio detto Fontana e Giroldo fratelli fu Giovanni Gualteroni di Valtorta, nel 1453 sia i Quarteroni di Taleggio, sia Luchino fu Costantino Gualteroni di Valtorta che dotò la moglie Giacomina di Stefano di ser Ambrogio Quarteroni di Taleggio. Nel 1464 in Valsassina sono documentati ad esempio mastro Luchino Gualteroni di Valtorta, nel 1471 ad Introbio Guarisco detto Valtortello fu ser Giovanni detto Vanotto Gualteroni di Valtorta e nel 1475 Giovanni Antonio di mastro Luchino Gualteroni di Valtorta abitante ad Introbio.

Alcuni Quarteroni o Quartiroli originari della Valsassina, i cui rapporti con i “nostri” Quarteroni sono ancora pure da precisare, compaiono a Mendrisio, nel Canton Ticino sin dal 1450, con Giovanni, eletto parroco di San Sisinio. Questo ramo fu fecondo di ecclesiastici; si ricordano infatti Francesco, parroco dei Santi Cosma e Damiano di Mendrisio e Carlo Felice, parroco del capoluogo e poi eletto a San Sisinio nel 1757, parrocchia cui rinunciò nel 1796. Da alcuni documenti notarili si rileva che Giovanni Pietro figlio di Filippo e don Carlo, furono eredi di don Giulio, parroco di Rovio nel 1773. Ci sono stati tramandati numerosi riferimenti alle famiglie Quarteroni specialmente della Valle Taleggio. Al tempo delle fazioni che insanguinarono anche il territorio bergamasco, furono schierati con il partito ghibellino, unitamante agli Arrigoni, Amigoni e Rognoni. Questa loro appartenenza ghibellina fece si che fossero fedeli al duca di Milano, anche durante i difficili momenti in cui irruppero nella Valle Taleggio le truppe venete. Per questo il 13 gennaio 1438 Filippo Maria Visconti duca di Milano, per la loro fedeltà dimostrata, concesse agli Arrigoni, Quarteroni e Rognoni di Val Taleggio l’immunità da taglie, gravezze ordinarie e straordinarie, reali personali o miste.

Tale privilegio fu più volte confermato: il 4 ottobre 1450 da Francesco Sforza, il 13 luglio 1466 da Bianca Maria e Galeazzo, il 15 novembre 1495 da Lodovico Sforza, il 14 novembre 1509 da Lodovico XII re di Francia, il 19 marzo 1524 da Francesco Sforza, il 6 giugno 1543 da Carlo V, il 22 agosto 1550 dal magistrato ordinario e poi da Fiilippo II, Filippo III e Filippo IV di Spagna. Nel 1454 vengono documentati dei Quarteroni anche a Cremeno in Valsassina. Il 13 dicembre 1462 il duca di Milano intervenne a favore dei Quarteroni espulsi dalla Val Taleggio, dopo che la stessa era trornata sotto il dominio veneto con la pace di Lodi del 1454. In alta Valle Brembana da tempi antichi si hanno riferimenti ad esponenti di questa famiglia nei paesi di Ornica e Valtorta, dove nel corso dei secoli ebbero a ricoprire anche incarichi pubblici. Nel 1629 troviamo ad esempio Battista Contaretto Quarteroni figlio di Bernardo di Ornica. Don Giovanni Pietro di Ornica fu parroco di Valtorta dal 1765 al 1816, quindi gli succedette nel ministero il compaesano don Pietro sino al 1839. Viene documentato don Carlo che sino al 1747 fu cappellano di Mezzoldo. Ad Ornica vengono ricordati: Giacomo di Carlo e Luigi fu Carlo caddero nell’adempimento del loro dovere di soldati durante la prima guerra mondiale (1915-1918). Durante gli anni ’20 del secolo scorso ad Ornica, l’unica iniziativa imprenditoriale di un certo rilievo fu la costruzione della centralina elettrica, che erogò energia al paese per una quarantina d’anni. L’impianto realizzato dalla ditta Paolo Bertoletti di Bergamo, verrà rilevato nel 1947 da Antonio Quarteroni, Clemente Milesi, Elia Milesi e Daniele Ruffoni. Nel secolo scorso furono sindaci di Ornica: Ambrogio dal 1945 al 1947, Antonio detto Tonì dal 1947 al 1957 ed ancora dal 1964 al 1970, Antonio detto Cùnt dal 1960 al 1964.

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