Carrara

ARMA: Troncato: al 1° di rosso alla sirena di due code di carnagione; al 2° d’azzurro alla botte d’oro, colla fascia d’argento attraversante sulla troncatura e caricata di tre stelle di 6 raggi d’oro. (Enciclopedia Storico-Nobiliare Italiana compilata da Vittorio Spreti. Volume 2°, pagina 339).

Carrara CASATA: lo storico Padre Donato Calvi (1613-1678) nella sua “Effemeride sagro profana”, scrive che nel 1234 il tiranno Ezzelino da Romano cacciò importanti cittadini e nobili dalla città di Padova, fra i quali i Carraresi, alcuni dei quali giunsero nel territorio bergamasco e posero dimora nella Valle Brembana superiore, dove fondarono dei paesi.Secondo una leggenda o tradizione, la storia di questa famiglia inizia in tempi remoti durante l’impero di Carlo Magno e poi degli Ottoni, quindi prima dell’anno Mille. Narra lo storico Renato Ceroni di Mestre che “molti nobili e cavalieri discesi in Italia in quei tempi, finite le guerre, si fermarono nei nostri territori riconoscendovi una certa somiglianza con la loro patria”. Tra coloro che vi rimasero vi furono anche i fratelli Ceronius e Carrerius, guerrieri e nobili cavalieri alemanni, provenienti da Eniponte, l’attuale Innsbruck in Tirolo. Continua ancora Renato Ceroni “I due nobili cavalieri, a differenza di altri, dopo la conquista della Lombardia da parte di Ottone I, stanchi della dura vita militare e sedotti dalla bellezza della Valle Brembana superiore con i suoi monti e i suoi boschi, con le sue acque sorgive, decisero di rimanervi per abitarvi. I fratelli Ceronius e Carrerius, dovevano essere cospicui personaggi, o per il valore delle armi, o per nobiltà di nascita. Rimane il fatto che negli antichi papiri vengono definiti “magnanimi viri”. I due personaggi, pertanto chiesero ed ottennero facilmente, in virtù dell’importanza della loro casata, l’assegnazione di parte di quelle terre che poi amministrarono come feudo”.

Nacquero quindi i borghi di Serina fondato da Carrerius e Lepreno voluto da Ceronius. “La fondazione dei due paesi -continua ancora Renato Ceroni- e la costruzione dei relativi castelli, costò non poca fatica ai due nobili alemanni, ai loro famigliari e a coloro che erano al loro servizio; il Ceronius scelse per sua dimora Lepreno, mentre Carrerius scelse Serina, accordandosi con il fratello e lasciando a lui la preminenza per la sua maggiore età e per la maggiore elevatezza di Lepreno rispetto a Serina”. Fin qui la leggenda o tradizione; stà di fatto che dall’antichità i Carrara sono documentati a Serina e nei paesi limitrofi e con il passare del tempo si trasferirono anche in città. Questa schiatta annovera fra i suoi componenti personaggi illustri che ricoprirono importanti incarichi ed esercitarono nobili professioni. Numerosi fra loro vestirono l’abito religioso raggiungendo elevati gradi della gerarchia ecclesiastica. Gerardo, agostiniano, nato a Serina Alta fu vescovo di Savona nel 1342; laureato in teologia all’università di Parigi, insegnò con autorevolezza e prestigio. Gli storici citano Guido monaco bergamasco d’Astino, eletto vescovo di Bergamo nel 1281, anche se per un brevissimo periodo, fra gli episcopati di Guiscardo Suardi (1272-1281) e Roberto Dé Bonghi (1281-1292). Secondo F. Ughelli, autore di “Italia Sacra - 1719” poiché egli nel Registro Vaticano non viene nominato, non viene computato nell’elenco dei vescovi bergamaschi. Nel 1406 viene ricordato Moretto Carrara quale esponente del partito guelfo. Giovanni Michele nel 1488 fu creato da Federico II conte Palatino. Guido fu celebre medico dello stesso imperatore Federico. Di quel periodo Michele Alberto (1438-1490), umanista e poeta che fu vicario di Lovere e della Val S. Martino.

Maffeo fu un valoroso ufficiale della Repubblica veneta e Giovanni Pietro ambasciatore di Bergamo presso la Serenissima. Bartolomeo (1707-1778) teologo e scrittore, biografo di Papa Paolo IV, Francesco architetto del XVI secolo, Raffaele scienziato e letterato, Tommaso storico bergamasco vissuto fra il XVII e XVIII secolo. Della gerarchia ecclesiastica fece parte anche il Cardinale Francesco nato nel 1716 da conte Carlo; venne avviato ancora fanciullo allo studio delle lettere e della filosofia nel collegio della Misericordia di Bergamo tenuto di Gesuiti. Si trasferì poi a Padova dove si laureò in legge e quindi a Roma per studiare teologia. Appassionato e dotto cultore di lettere ed arti, dopo aver assunto diversi incarichi presso la Curia romana, ricevette la porpora nel 1785 e morì a Roma nel 1793. Ebbe gran fama il conte Giacomo (1714-1796) erudito e collezionista d’arte, munifico fondatore a Bergamo dell’Accademia che porta il suo nome, alla quale legò per testamento la collezione di dipinti da lui raccolta che diedero vita all’attuale pinacoteca bergamasca, fra le più importanti della Penisola. Fra i componenti della spedizione dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi, si ricordano tre esponenti della famiglia Carrara: Antonio Pietro (1842-1880), Giuseppe Antonio (1838-1866) e Giuseppe Santo (1834-1880). Mons. Benigno (1888-1974), già vicedirettore del collegio di Valnegra, fu vescovo di Imola in Romagna. Originari di Serina, numerosi sacerdoti che esercitarono il loro ministero in tantissime parrocchie bergamasche, fra essi mons. Pietro (1894-1982), già segretario del vescovo di Bergamo mons. Luigi Maria Marelli e quindi vicario generale della diocesi bergamasca dal 1935 al 1969 con i vescovi Adriano Bernareggi, Giuseppe Piazzi e Clemente Gaddi. Nel corso della Grande Guerra (1915-1918) perirono sul campo di battaglia i soldati: Giacomo, Angelo, Luigi, Eugenio, Antonio, Giuseppe, Luigi, Bortolo, Francesco, Pietro, Domenico e Settimo, tutti di Serina. Dal matrimonio di Vincenzo e Maria Spinelli di Clusone, avvenuto nel 1654, ebbe origine il casato Carrara-Spinelli. Giovanni Battista loro figlio, nato nel 1655, fu il primo di questa casata a stabilirsi a Clusone prendendo dimora nella casa dell’avo materno.

Di questo ramo clusonese Gio Battista nel 1705 per conto della Repubblica veneta, concluse un’alleanza con le Tre Leghe dei Grigioni, servizio che gli meritò prima il titolo di Cavaliere di S. Marco e poi quello di conte, estensibile a tutti i suoi discendenti. Nel 1814 al termine del Regno Italico ed al subentrare del governo austriaco, il conte Gio. Evangelista Luigi fu eletto Podestà di Clusone e il figlio Giovanni Battista Reggente la vice-prefettura. Il conte Gio, Battista (1779-1842) in quei tempi burrascosi, oltre a prendere parte attiva alla vita pubblica, coltivò gli studi letterari; fu professore a Milano e nel liceo di Bergamo, autore di diversi componimenti . Sua figlia Clara (1814 -1886) che andò sposa al poeta trentino Andrea Maffei, a Milano diede vita ad un “salotto” che per mezzo secolo fu luogo di incontro di patrioti, letterati ed artisti. Legata a Clusone, dove trascorreva la stagione estiva, dispose con il suo testamento una notevole somma per l’istituzione dell’asilo per l’infanzia in quel paese; opera inaugurata ed a lei dedicata nel 1887 ad un anno dalla sua morte. Lo stemma di questa famiglia unisce a quello descritto dei Carrara un ramo di spino secco degli Spinelli. Una linea di questa schiatta nel XIV secolo, ebbe dimora a Padova, dove ebbe la signoria per circa un secolo a partire da Jacopo I, che alla testa di una fazione popolare nel 1318 si pose a capo della Repubblica.

Per ulteriori informazioni o stemmi in originale contattare: Roberto Boffelli