Buzzoni

ARMA: Troncato; nel 1° d’azzurro al liocorno nascente al naturale; nel 2° bandato di rosso e d’argento. (Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane di G.B. di Crollalanza, Vol. 1°, Pag. 189).

Buzzoni CASATA: Si tratta di un ceppo originario di Valtorta che si diffuse poi in tutta la Valsassina, mentre in Valle Brembana ora compare prevalentemente a Santa Brigida. Il cognome pare trarre origine da un luogo denominato Buzzone, meno probabilmente dal nome proprio Buzio. I riferimenti ad esponenti di questa famiglia sono antichi: il 15 settembre 1342 si trova citato certo Vusato (?) detto Salina fu Bonacorso di Valtorta ed il giorno seguente viene citata Riccadonna, figlia di Alberto detto Bata di Valtorta e moglie di Rinabeno Fossatoni di Olmo. Giovita, lasciò un legato alla chiesa parrocchiale di Valtorta nel 1574, lo stesso fecero Simone nel 1576 e un altro Giovita nel 1607. A questa casata appartennero numerosi notai di Valtorta: Angelo Buzzoni Moscardini fu Giovanni (attivo fra il 1534 e il 1542), Bartolomeo fu Giovita (1568-1612), Gerolamo (1601-1637), Giovanni fu Gerolamo (1651-1711), Giovanni Battista fu Giovita (1669-1697), Giovanni fu Giovita (1697-1701), Bartolomeo fu Giovanni (1704-1726), Angelo fu Giovanni (1730-1751). A questa famiglia appartennero inoltre numerosi sacerdoti: don Bartolomeo di Valtorta, figlio del notaio Gerolamo, fu parroco del paese natale tra il 1638 ed il 1684. Nel 1648 un don Giovita era cappellano di Sant’Antonio della Torre di Valtorta. Don Girolamo di Giovanni di Valtorta, fu dottore in teologia, notaio apostolico, Penitenziere maggiore del duomo di Milano sino alla nomina a parroco di Cremeno, avvenuta ai primi di aprile del 1694; fu anche vicario foraneo della Valsassina; morì a Cremeno il 12 aprile 1706. Don Giovita, nato l’1 novembre 1676 a Valtorta da Giovanni fu Girolamo e da Medea Bellaviti, studiò nel Seminario di Milano e divenne sacerdote, fu per dodici anni docente nel Seminario in cui aveva studiato, insegnando retorica, filosofia e teologia scolastica, in cui era maestro. Forse è lo stesso don Giovita che fu viceparroco di Peghera sino al 1702. Dal luglio di quell’anno risulta parroco di Valtorta, dove nel gennaio 1712 si trovò alle prese con il noto caso dei cosiddetti “Promessi sposi di Valtorta”, episodio al quale pare ebbe ad ispirarsi Alessandro Manzoni per il matrimonio segreto di Renzo e Lucia. Il 7 maggio 1712 don Giovita divenne parroco di Cremeno e successivamente Vicario foraneo della Valsassina. Spirò l’1 novembre 1747, improvvisamente, in casa di un suo nipote prevosto a Primaluna, ove fu sepolto.

Don Giovanni Gerolamo nacque da Bartolomeo e da Virginia Rota nel 1709, nipote di don Giovita; studiò con maestri privati, poi entrò nel collegio Arcimboldi, quindi nel Seminario di Monza ed in quello di Milano. Entrò nella congregazione degli Oblati e per undici anni insegnò nel Seminario di Pollegio e fu confessore al Santo Sepolcro. Il 21 luglio 1736 fu mandato come Rettore nel collegio di Celana; nel 1740 fu chiamato a Milano come ministro del collegio Elvetico; da qui il 10 gennaio 1744 passò come prevosto di Primaluna in Valsassina. Viene ricordato per essersi distinto in dottrina cristiana; fu anche Vicario foraneo dal 1747; spirò in Primaluna il 30 gennaio 1780. Un don Carlo, nativo di Valtorta, spirò a Bergamo il 23 aprile 1752. Un altro don Giovita, originario di Valtorta, anche se nato a Bergamo, divenne dottore in teologia, diritto canonico e civile; fu nominato parroco di Albino nel 1723, dove morì nel 1759. Nel 1744, con don Pietro Busi, arciprete di Seriate, pure avente origine di Valtorta, stimolò la popolazione a celebrare le Missioni parrocchiali ogni sette anni. Numerosi esponenti di questa famiglia sono documentati come impegnati nelle attività estrattive minerarie.

Il 7 agosto 1492 Pietro e Giovanni fu ser Antonio detto Moscardino Buzzoni, a nome anche dei fratelli Antonio e Simone, donarono a Riccardino Lanzi il diritto di scavare e far scavare oro, argento, piombo, rame ed ogni altro metallo in una terra di Valtorta. Il 29 agosto i fratelli Antonio e Simone, confermarono con atto notarile la loro donazione. Il 13 maggio 1499 Librina fu Antonio di Valtorta, vedova del fu Baldassarre Fondra, vendette in qualità di erere di suo figlio Giovanni, a Giovanni Fondra di Bordogna 1 delle 32 parti del forno di ferro di Bordogna con relativi diritti. Il 9 ottobre dello stesso anno Bernardo Fondra di Bordogna detto Botano, vendette anche a nome di suo figlio Michele, ad Antonio fu Antonio Buzzoni di Valtorta una soma della fera di Cogulo con i relativi diritti. La famiglia Buzzoni proseguì in questa attività sino al XIX secolo. A Santa Brigida fra i Caduti della Grande Guerra sono elencati: Ferdinando fu Ferdinando, Giovanni fu Angelo, e Fausto di Giacomo, mentre fra i mutilati dello stesso conflitto sono elencati Gabriele e Luigi di Giacomo. Numerosissimi Buzzoni nel corso dei secoli si trasferirono in Valsassina e la vengono documentati. Il 13 marzo del 1401 a Pasturo, fra i testimoni della consacrazione della chiesa sono citati ser Antonio fu ser Pastore detto Greppo. Un altro ramo dei Buzzoni passò da Introbio a Barzio nel 1750 con il farmacista Giovanni Battista fu Carlo Francesco, che fu designato a tutelare gli interessi della comunità valtellinese sul monastero del Cantello di Barzio. Nel 1440 sono documentati dei Buzzoni di Valtorta a Bindo ed a Taceno, nel 1443 ad Introbio, nel 1457 a Barzio. A Premana giunsero da Valtorta, quali addetti alle ferriere e compaiono tra il 1550 ed il 1850; da essi nacque don Nicola, morto parroco di Bosto nel 1737. Giacomo figlio di un maestro di scuola a Taceno divenne sacerdote, nel 1513 viene segnalato come vicerettore di quella chiesa e poi parroco di Premana. Da Taceno passarono ad Indovero nel 1733, a Gero di Barcone compaiono nel 1762, a Primaluna nel 1677 e verso il 1830 si ramificarono a Introbio ed a Laorca. Ad Introbio un ramo nobile, ora estinto, che dichiarava la provenienza da Valtorta ricorda Maffiolo di Giovanni notaio nel 1395, mentre suo figlio Antoniolo era sacerdote nel 1420.

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